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aggiornato al :

27/01/2012

 

Scheda Federico II Fiorentino Andare a Fiorentino Dragonara Andare a Dragonara

Dragonara

Località incerta per nome ed origine. Alcuni studiosi come Fraccacreta opinano che derivi da Drion ( quercia) per i suoi querceti, o da Tracon per i suoi cunicoli scavati dal Fortore, utili ai contadini per la conservazione della paglia o per il ricovero di animali; altri ancora sostengono che derivi da Drionare ovvero altari di Drion o da Travunara, etimo calabrese che sta ad indicare la “massa piovana che prorompe da un luogo”, è usato, ancora oggi, dagli abitanti di Torremaggiore per localizzare l’agro. La città di Dragonara fondata dal  catapano bizantino Basilio Boiohannes tra il 1018 e il 1022, ha subìto l’assedio e l’espugnazione di diversi imperatori tedeschi, desiderosi di riannettere all’impero l’Italia Meridionale.

Dragonara in Capitanata

Nel XIII secolo il declino di Dragonara è vertiginoso a causa di carestie, questioni politiche e crisi economiche, tali da indurre il Monastero di Torremaggiore a concedere ai suoi oblati, abitanti in Dragonara, la facoltà di vendere le proprietà.

Veduta di Dragonara

La completa  distruzione si ha ad opera del Conte Ruggero Sanseverino sotto il controllo del cardinale Ottaviano degli Ubaldini, che il 26 ottobre 1255 distrugge la città. Gli abitanti superstiti  si rifugiano a Torremaggiore presso l’Abbazia di San Pietro e la Torre fortificata d’origine normanna.

Oggi di Dragonara non rimane più alcuna traccia. Si conserva invece il toponimo dell’agro e un Castello fortificato del Quattrocento, costruito da Paolo I de Sangro e ristrutturato da un suo successore, Vincenzo de Sangro nel XVIII secolo.

Il sito di Dragonara, proprietà secolare fino al 1891 dei de Sangro, Duchi di Torremaggiore, pur iscritto nell’agro di Castelnuovo della Daunia è legato al patrimonio storico – culturale di Torremaggiore.     


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