|
"don TOMMASO LECCISOTTI" Torremaggiore - Foggia
|
|
|
Torremaggiore Torremaggiore, di 17.000 abitanti, è la città della Capitanata, a 38 km a nord di Foggia, che ospitò nel suo territorio l’imperatore morente, Federico Il di Svevia, nel 1250 a Castelfiorentino. La sua origine risale all’anno Mille, quando il casale col nome di Terra Maggiore, era infeudato alla vicina Abbazia benedettina di S.Pietro. All’Abate, vero feudatario, sono indirizzati i documenti di cui ci è pervenuta memoria, tra cui l’importante bolla dì papa Onorio III del 12l6, che conferma ed enumera tutti i vasti possedimenti ed i privilegi concessi al detto Monastero, già riconosciuti con praeceptum dal catapano bizantino Boiohannes nel 1018, dal normanno Roberto il Guiscardo nel 1067 e dal re di Sicilia, Ruggero II d’Altavilla, nel 1134. Le aspre lotte, scatenatesi dopo la morte di Federico II, tra i suoi discendenti e il Papato, hanno determinato la distruzione di Fiorentino e Dragonara ad opera di soldataglie papaline e di fuorusciti guelfi. Nella seconda metà del XIII secolo, dunque, Torremaggiore viene ripopolata dai profughi delle anzidette città, che si stabiliscono all’ombra dell’Abbazia di S.Pietro, in prossimità del Castrum normanno-svevo, ora inglobato nel Castello Ducale. Nel 1295 il feudo di Torremaggiore passa alle dipendenze dei Templari, fino alla soppressione di quest'ordine nel 1312. Poi, viene assegnato in dote dal re Roberto d’Angiò a sua moglie Sancia. Successivamente, passa a diverse case signorili, fra cui i Gianvilla, conti di Sant’Angelo. Nel 1382 è investito del feudo Niccolò de Sangro. Questo casato esercita la sua signoria sino al 1806, dapprima a titolo baronale, dal 1521 a titolo marchionale e dal 1572 a titolo ducale. Dopo l’esodo migratorio degli anni ‘50 e ‘60, Torremaggiore si caratterizza per lo sviluppo agricolo e la commercializzazione dei suoi prodotti, tra cui, il grano, il vino e l’olio extravergine d’oliva. Di rilievo, oltre ad interessanti chiese e palazzi settecenteschi, vi è il citato Castello Ducale, monumento nazionale, che ospita il Museo archeologico di Fiorentino. I reperti del sito medievale sono venuti alla luce, insieme alle strutture murarie, grazie allo scavo ultradecennale eseguito dall’Università di Bari e dalla Soprintendenza ai Beni A.A.A.S della Puglia, in collaborazione con l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Socìales di Parigi.
|
|